APRILE 2010

GIOVEDI' 1 APRILE

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag VII Pedofilia, la Chiesa vuole pulizia di Alvise Sperandio

Il patriarca a San Marco ha affrontato apertamente il tema nell’incontro con i sacerdoti della diocesi

 

Una cerimonia solenne e che ha offerto importanti segni di riflessione su una vicenda delicata come quello delle vicende legate ai casi di pedofilia che hanno visto coinvolti alcuni preti. E il Patriarca cardinale Angelo Scola (come riferiamo nel fascicolo nazionale) ha colto l’occasione del giovedì santo, ieri 1. aprile, per una sofferta, ma autorevole riflessione sul caso. Le parole del porporato si è sviluppata a San Marco durante la messa “Chrismatis” con la benedizione degli olii santi (l’Olio dei Catecumeni e degli Infermi più il Sacro Crisma) e alla presenza dei sacerdoti della diocesi che hanno rinnovato pubblicamente le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione sacerdotale. E sulla vicenda "pedofilia" dal presbiterio diocesano è giunto pieno appoggio alle parole del cardinale Angelo Scola. Certo, non potrebbe essere diversamente, ma la condivisione su quanto detto ieri in Basilica a San Marco alla fine della messa crismale è massima nelle reazioni di alcuni tra i sacerdoti "opinion leader" in Patriarcato. Mentre il vescovo ausiliare monsignor Beniamino Pizziol non commenta, rinviando al testo del documento, il vicario episcopale per l'evangelizzazione e la catechesi monsignor Valter Perini dice che «la dichiarazione è completa, equilibrata e opportuna, da leggere con molta attenzione e sulla quale preti e laici sono chiamati a riflettere». «Vedo una totale sintonia del vescovo con la linea d'azione che sta conducendo papa Benedetto XVI - spiega il delegato per il Centro storico don Natalino Bonazza - In questa storia c'è in gioco anzitutto la qualità del nostro ministero e quanto pronunciato dal patriarca aiuta a superare la confusione prodotta dal bombardamento dei mass media, tenendo nella giusta considerazione il grande dolore delle vittime degli abusi: non tutte le polemiche si possono accettare».  «Il discorso è molto preciso e onesto perché fa chiarezza sia rispetto a chi crede di difendere l'indifendibile sia a chi si lancia in attacchi indiscriminati: non c'è nulla da nascondere ma allo stesso tempo è sbagliato generalizzare. Non credo che dietro a ciò che sta accadendo ci siano chissà quali manovre, ma sicuramente un crescente anticlericalismo che già abbiamo conosciuto altre volte» aggiunge l'omologo per la Terraferma monsignor Fausto Bonini. «Stiamo attraversando un momento di sofferenza ma non c'è alcuna volontà di nascondersi dietro ad un dramma enorme» sostiene il rettore del Seminario monsignor Lucio Cilia. Condivide monsignor Fabio Longoni, delegato alle questioni sociali. «La dichiarazione - afferma - rappresenta una reazione equilibrata a quanto sta accadendo, sia rispetto ai sacerdoti che ogni giorno fanno il loro dovere, con serietà ed abnegazione, che al popolo di Dio: era necessaria».

MARZO 2010

LUNEDì 15 MARZO

 

 

LA NUOVA

Pag 12 Spritz e karaoke anche in parrocchia di m.a.

"SabatoIncentro" al Duomo

 

E’ partita con il piede giusto «SabatoIncentro», l’iniziativa originale lanciata dal Duomo di San Lorenzo, che ha deciso di aprire a tutti i ragazzi (non solo a quelli che frequentano la parrocchia) gli spazi di Corte Marin Sanudo (dietro piazza Ferretto), per creare nuovi luoghi di aggregazione che siano attraenti per i giovani quanto quelli che frequentano abitualmente, come ad esempio Corte Legrenzi, dove la maggior parte il fine settimana si ferma a bere uno spritz anche fino a tardi. Un sabato sera diverso, all’insegna del divertimento e dello stare insieme. Una cinquantina di giovani si sono ritrovati negli spazi adiacenti alla parrocchia per brindare (bibite rigorosamente analcoliche), stuzzicare, ballare, cantare (a disposizione c’è anche un karaoke). Qualcuno, ad esempio, ha guardato un film. Poco prima di mezzanotte, tutti a casa. «Siamo soddisfatti - spiega Nicola, il coordinatore - speriamo che da qui in poi la voce si sparga e vengano sempre più ragazzi per passare un sabato sera con noi».

2 MARZO

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

 

Pag XIII Partita una raccolta fondi per la siccità ad Ol Moran di al.spe.

Iniziativa del Duomo

Il Duomo lancia una raccolta fondi per combattere la siccità nella missione diocesana di Ol Moran, in Kenya. Anche quest'anno, in occasione della Quaresima, la comunità cristiana di San Lorenzo martire si fa promotrice di un progetto solidale. Si chiama «Food for work», ovvero «cibo per lavoro», e serve a sostenere gli operai che lì dov'è parroco don Giacomo Basso sono impegnati a realizzare un'opera di canalizzazione necessaria per la scarsità d'acqua, dato che non piove da tre anni. Una piaga che sta mettendo in ginocchio l'intera popolazione rendendo nulla la rendita dei terreni coltivati. Come spiega il cartellone collocato in chiesa, l'obiettivo è raccogliere entro Pasqua 10 mila euro che serviranno a dare da mangiare a mille persone al lavoro, con le loro famiglie spesso numerose. Ogni settimana si turnano squadre di cento maestranze chiamate a spostare un metro cubo di terra al giorno. Ognuna ha bisogno di mille euro, 900 per l'acquisto del cibo (18 chili di frumento, 2 chili di fagioli, 2 chili di grasso animale) e altri 100 per il carburante delle macchine. La colletta quaresimale è una tradizione in Duomo: tre anni fa era stato comprato il pick up che a don Giacomo, già cappellano proprio a San Lorenzo, serve per spostarsi tra i vari villaggi, due anni fa era stata sostenuta la costruzione della casa famiglia per bambini di Giovanna Varisco in Madagascar, mentre l'anno scorso l'aiuto era andato ancora al sacerdote per la realizzazione di alcuni recinti nella missione.

 

LA NUOVA

 

Pag 19 Il decalogo per difendere i ragazzini dal web di Marta Artico

Laurentianum: l’incontro con Ciro Pellone (Polizia postale) per "educare" le famiglie

E’ possibile proteggere i propri figli dal mondo della rete, tanto affascinante quanto insidioso? L’impresa è ardua, ma non impossibile. La prima regola è che bisogna fare esperienza di navigazione, se non si conosce internet, non si possono adottare mezzi di difesa. Ieri pomeriggio al Laurentianum, il Capo di compartimento della Polizia postale del Veneto, Ciro Pellone, invitato dall’arciprete del Duomo don Fausto Bonini, ha spiegato a molti genitori come diminuire il rischio a cui sono esposti ogni giorno tanti adolescenti e preadolescenti che di internet conoscono tutto o quasi, ma che per l’ingenuità tipica della loro età non sanno che senza buon senso potrebbero pentirsi delle informazioni che iniettano nel grande calderone che tutto mette in circolo. La ricetta? «Bisogna parlare la stessa lingua dei ragazzi - spiega Pellone - che oggi sono di madrelingua internet, aggiornare le proprie competenze tecnologiche e farsi aggiornare dai figli sulla loro attività on -line». Mai abbassare la guardia. «Spiegare ai ragazzi che meno informazioni danno, maggiore è la possibilità di salvaguardare la privacy». Attenzione ai siti con i giochi, potrebbero essere portatori di virus. «Bisogna insegnare ai figli che dietro lo schermo si celano persone malintenzionate». Il Pc? «Va posto nella stanza principale della casa, dove tutti lo possono vedere, dev’essere un oggetto con un utilizzo famigliare». Sotto controllo insomma, per evitare che un adolescente possa chiudersi in camera da solo. E se c’è il Wi-fi? «Fare in modo che non prenda in tutta la casa, ma solo dove vogliamo noi». Pellone ha tenuto incollata la platea per un bel pezzo. «Internet - spiega - è bello, è un parco giochi, ma va precisato che nessuno gira anonimo in rete, tutti hanno una targa e niente è gratis: il business di internet sono le informazioni che noi immettiamo on-line e di cui ci potremmo pentire. Crediamo di essere a casa nostra, chiusi in una stanza, ma non è così». La discussione ha toccato anche il tema caldo dei social network e i tranelli che possono tendere. «Se inserisco il mio profilo su Facebook, chi mi assicura che quando me ne sarò stufato quelle informazioni saranno state tolte?». Ma anche la scarsa informazione: «I ragazzi devono sapere che creare un falso profilo a nome di un compagno di classe, pratica diffusa, è un reato punibile fino ad un anno di carcere».

FEBBRAIO 2010

SABATO 27 FEBBRAIO 

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag XIII Minori, sicurezza e web. Convegno martedì al Laurentianum

 

Essere sicuri quando i figli navigano in rete è possibile: un convegno al Laurentianum ci spiega come. Minori e web un binomio che spesso spaventa. Quando i nostri figli navigano nella rete sappiamo davvero in quali pericoli possono incappare? E noi, genitori, siamo disposti ad imparare questi nuovi linguaggi per comunicare con loro? A queste ed altre domande risponderà il dottor Ciro Pellone, Primo Dirigente della Polizia di Stato, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Veneto, martedì 2 marzo alle 18.30 nelle sale del Laurentianum.

 

LUNEDì 15 FEBBRAIO

 

LA NUOVA

Pag 27 «Bond paradiso», corsa ad acquistarli di Marta Artico

Una ventina di sottoscrizioni a settimana, da tutta Italia: don Armando soddisfatto. Anche don Fausto Bonini, arciprete del Duomo, approva l’idea per sostenere le spese del Don Vecchi Quater

Campalto. Procede a tutto spiano la ricerca di fondi per costruire il Don Vecchi Quater da parte della Fondazione Carpinetum e del vulcanico ex parroco della chiesa dei santi Gervasio e Protasio, don Armando Trevisiol. La voce passa di bocca in bocca, tanto che ogni settimana sono almeno una ventina le persone che acquistano i cosiddetti «bond paradiso». Aderendo così all’idea di comperare azioni da 50 euro l’una della Fondazione Carpinetum messe in vendita per trovare i finanziamenti che mancano al budget dell’ultima fatica di don Trevisol e guadagnarsi così un pezzetto di paradiso e la possibilità di dire la propria in merito al costruendo Centro per anziani. «Ricevo adesioni e richieste - spiega don Trevisiol - non solo di persone che abitano in città, ma anche da Roma, Genova e altre parti d’Italia. Ogni settimana nel foglietto che pubblichiamo, l’Incontro, scrivo l’aggiornamento di chi compra i bond». Certo, don Armando conta sui grossi lasciti o donazioni, come quella ricevuta da una signora di Marghera, ma non si dà per vinto nonostante alla cifra necessaria manchi parecchio. «Confido nella Provvidenza - dice - Sono sicuro che a breve ci saranno buone notizie». Anche l’arciprete del Duomo di Mestre, don Fausto Bonini, ha deciso di comperare 13 bond, 3 a titolo personale - come spiega in un recente editoriale pubblicato anche sul sito del Duomo - 10 come parrocchia, di cui monsignor Vecchi (cui sono intitolati i centri per anziani realizzati finora) è stato parroco per molti anni. Geniale e mediatica - secondo don Bonini - l’idea di chiamarli «bond paradiso». Qualcuno non s’inganni: acquistare un’azione da 50 euro non significa automaticamente conquistarsi anche un posto in cielo, ma si tratta in ogni caso di un gesto di solidarietà. E questo l’arciprete del Duomo nel suo editoriale lo chiarisce bene. Si può comperare l’ingresso in paradiso? «No - scrive don Fausto - E immagino che nessuno lo pensi, ma siccome si tratta di un’opera di bene verso chi ne ha bisogno, sono certo che il Signore sarà di parola e ne terrà conto quando io e i miei parrocchiani ci presenteremo a giudizio e chiuderà un occhio sui tanti nostri peccati». «Ho dato il buon esempio - chiarisce don Fausto a voce - speriamo che altri lo seguano». Il Don Vecchi Quater sorgerà lungo via Orlanda, a Campalto, in un terreno comperato da don Franco De Pieri. Gli edifici del Centro Don Milani saranno demoliti e al loro posto nascerà un complesso di una sessantina di mini appartamenti simili a quelli già esistenti.

GENNAIO 2010

DICEMBRE 2009


DOMENICA 27 DICEMBRE

 

IL GAZZETTINO

Pag XI Duomo affollato per la messa di Natale di al.spe.
«Vi auguro di trascorrere una festa di grande fede e felicità». Questo il messaggio che il vescovo ausiliare, monsignor Beniamino Pizziol, ha voluto rivolgere ai tanti fedeli presenti alla messa di Natale, che ha presieduto giovedì in Duomo a San Lorenzo. «Gesù - ha sottolineato il presule nell'omelia - nasce lontano dai centri d'accoglienza e ristoro nella semplicità di una mangiatoia, luogo di estrema povertà, e lo fa per noi. Di fronte a questo fatto straordinario noi siamo chiamati a raccogliere tutta la nostra esistenza e a una precisa missione: testimoniare la gioia dell'annuncio portandola a casa, in famiglia, tra gli amici e i conoscenti e dentro qualsiasi dimensione sociale». Con lui, l'arciprete monsignor Fausto Bonini e i due vicari parrocchiali don Stefano Cannizzaro e don Claudio Gueraldi. Gremita la chiesa dove anche quest'anno svetta un grande albero colorato a due passi dal presbiterio e vicino al tradizionale presepe. Ad accompagnare la funzione è stato il canto del coro Cappella del Duomo diretta dal maestro Omar Ruffato. Affollate dovunque anche tutte le altre chiese cittadine già la sera della vigilia, nonostante il maltempo, coi fedeli che da tradizione si sono raccolti in preghiera per la veglia e per poi celebrare la ricorrenza con la messa di mezzanotte.

 


GIOVEDì 24 DICEMBRE

 

LA NUOVA

Pag 17 Il calendario delle messe nella basilica di San Marco e nelle altre chiese di n.d.l.
Oggi, vigilia di Natale, il patriarca Angelo Scola celebrerà in basilica San Marco, alle 23,30, la liturgia dell’Ufficio delle letture e alle 24 la messa della notte di Natale. Domani, in Cattedrale alle 10,30, il porporato presiederà il solenne pontificale del giorno di Natale (trasmesso in diretta da Bluradio Veneto); alle 17,30 guiderà i vespri. Domani, a Mestre, nel duomo di San Lorenzo, alle 11, il vescovo ausiliare monsignor Beniamino Pizziol presiederà la messa solenne. Le celebrazioni natalizie continueranno in basilica marciana venerdì primo gennaio alle 10,30 con la liturgia solenne per la pace e il canto del «Veni Creator» presieduta dal delegato patriarcale monsignor Antonio Meneguolo. Mercoledì 6, giorno dell’Epifania, il Patriarca celebrerà la messa solenne alle 10,30. Duplice Natale per la comunità greco ortodossa. Nella cattedrale di San Giorgio, dalle 9,15 alle 12,15, si celebreranno due solenni liturgie: il 25 dicembre, secondo il nuovo calendario gregoriano, e il 7 gennaio, secondo quello vecchio giuliano. Padre Nicola Madaro spiega: «Amore e speranza sono le parole chiavi per addentrarsi nella logica del Natale. E’ un’occasione d’incontro e di fratellanza con centinaia di lavoratori provenienti da Moldavia, Romania, Ucraina. Durante la solenne liturgia particolare è il rito della benedizione dell’acqua. Il presepe non fa parte della nostra tradizione». Nelle chiese veneziane grande lavorìo per l’allestimento dei presepi. Diverso lo stile, uguale il filo rosso che li accomuna: l’accoglienza. Monsignor Silvano Brusamento, parroco dei Carmini, sottolinea: «E’ un Natale d’emergenza. Abbiamo creato un fondo di solidarietà per le persone povere: pagamento di bollette, affitti».

 

 

LUNEDI' 21 DICEMBRE

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA 

Pag XXXIII Concerto di Natale, Duomo esaurito
Mestre - Tutto esaurito il Duomo di San Lorenzo per il Concerto di Natale che gli Amici della Musica di Mestre e la Fondazione del Duomo organizzano in collaborazione con il Comune di Venezia, Produzioni Culturali e Spettacolo, e con il sostegno del Casinò di Venezia. Per una convenzione in atto da due anni tra gli organizzatori e la Fondazione Teatro La Fenice il concerto consiste in una replica del Concerto di Natale che tradizionalmente viene programmato nella Basilica di San Marco, dando così alla manifestazione un significato altamente simbolico di unità cittadina. L’Orchestra del Teatro La Fenice diretta dal maestro Attilio Cremonesi eseguirà quindi un programma di musiche barocche di ambientazione natalizia con brani di Giuseppe Tartini, Antonio Vivaldi, Francesco Manfredini, Johann Pachelbel e Giovanni Legrenzi, di cui verrà proposto in prima esecuzione in tempi moderni "Credidi, propter quod locutus sum", salmo in sol minore per contralto, archi e basso continuo. Solisti Roberto Baraldi e Alessandro Molin violini, Emanuele Silvestri violoncello.

 

LA NUOVA 

Pag 53 Concerto della Fenice. Tutto esaurito in Duomo
Tutto esaurito il Duomo di San Lorenzo di Mestre per il Concerto di Natale, organizzato per domani alle 21 dagli Amici della Musica di Mestre con la Fondazione del Duomo. E’ la replica del Concerto di Natale che tradizionalmente viene programmato nella Basilica di San Marco, ed è quindi simbolo di unità cittadina. L’Orchestra del Teatro La Fenice diretta dal maestro Attilio Cremonesi eseguirà musiche barocche di ambientazione natalizia con brani di Giuseppe Tartini, Antonio Vivaldi, Francesco Manfredini, Johann Pachelbel e Giovanni Legrenzi. Solisti: Roberto Baraldi e Alessandro Molin violini, Emanuele Silvestri violoncello.

 

 

LUNEDi' 14 DICEMBRE

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
VENEZIA, SINDACO E MISSIONARIO SU BRASILE, GLOBALIZZAZIONE, “CARITAS IN VERITATE”
“Uscire dalle favelas: il caso Brasile tra globalizzazione e Caritas in Veritate”. E’ il tema del dialogo che si terrà il 16 dicembre all'Istituto Laurentianum di Mestre (ore 18) tra il filosofo Massimo Cacciari e padre Mariano Foralosso. Il sindaco di Venezia e il sacerdote domenicano che sta proseguendo a Peruibe (San Paolo del Brasile) la generosa opera di accoglienza di bambini di strada avviata da un altro domenicano veneziano, padre Giorgio Callegari (scomparso nel 2003), si confronteranno su crisi e ripresa, globalità e Paesi emergenti (a partire dal Brasile), povertà e civiltà dei consumi, alla luce dell'ultima enciclica di Benedetto XVI. L'incontro intende anche far conoscere la realtà e l'attività di “Colonia Venezia”, il centro per minori fondato nel 1986 da padre Callegari e gestito dal Centro Ecumenico de Publicacoes e Estudios "Frei Tito de Alencar Lima" (Cepe) che accoglie quotidianamente circa 200 bambini e ragazzi fra i 7 e i 17 anni, offrendo loro ospitalità ed assistenza nei periodi della giornata in cui non sono a scuola, sottraendoli in questo modo alla strada. Oltre ad attività ricreative e sportive, la “Colonia” offre anche la possibilità di imparare il mestiere di fornaio e pasticciere nel proprio laboratorio interno.

 

SABATO 12 DICEMBRE 

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag XII Mestrini nel mondo, solidarietà migrante di Giacomo Garbisa

Al Candiani i commoventi racconti di chi ha scelto un Paese straniero per fare del bene

 «Ciò che l’occhio vede, il cuore non dimentica» recita un proverbio del Madagascar. E quello che i nostri concittadini mestrini vedono nel mondo li ha arricchiti nell’animo. “Mestrini nel mondo”, appuntamento voluto da amministrazione comunale e Patriarcato di Venezia-Duomo di Mestre, è stato ideato per far conoscere le loro storie. Ieri sera al Candiani, presenti un centinaio di persone, ne è nato un dibattito a tratti toccante, utile a dare voce ai tanti mestrini che, silenziosamente, si spendono dall’Africa al Sud America aiutando i più bisognosi ma, a sentire loro, aiutando soprattutto se stessi. Maria Pellosio di Rafiki-Pediatri per l’Africa ha iniziato dopo un viaggio da turista e oggi opera in Kenya e Tanzania per combattere la mortalità infantile. Elisa Florio, etnolinguista all’Istituto Langage, Langues et Cultures d’Afrique Noire di Parigi, in Ciad si è trasferita con marito e figlia. Giovanna Varisco da quattro anni vive in Madagascar dove ha fondato una casa famiglia che accoglie 28 bimbi figli di carcerati. Giovanni Ferrazzi, volontario dei Padri Somaschi, di anni ne ha 87 e tra Colombia, Perù e Nicaragua ne ha viste di tutti i colori, subendo anche un sequestro. Norberto Bellini dell’ASeS è impegnato in Paraguay, mentre Rita Tamiello di Ya Basta in Chapas ha lanciato “Caffè Rebelde”, progetto per aiutare i contadini a sottrarsi dallo sfruttamento degli intermediari del caffè. «Arcobaleno di esperienze e ponti verso altri continenti» li ha definiti il vicesindaco Michele Mognato. «Turisti non per caso, ma esempio di solidarietà» per monsignor Fausto Bonini. In collegamento telefonico anche don Giacomo Basso, missionario in Kenya, e Attilio Sante Salviato del Ce.Svi.Te.M., che in Perù si prodiga per l’adozione a distanza di 1.500 bambini. A Mestre si torna di rado, a volte dopo anni, e si trova una città cambiata. Per alcuni l’occasione di condividere il proprio arricchimento, per altri «la consapevolezza che si è perso il valore delle relazioni sociali».

 

Pag 14 «Giovani, fate le valigie e partite» di G.B.

Don Bonini al Candiani per i «Mestrini nel mondo»

 Mestre - C’è chi, come Giovanna Varisco, vive in Madagascar a fianco dei figli dei carcerati o chi come la pediatria Maria Pellosio ogni anno è in Kenya a lavorare gratuitamente. E anche chi come Rita Tamiello sostiene gli indios del Chiapas a esportare il proprio caffè. Sono solo alcune delle tante storie dei «Mestrini nel mondo» raccontate ieri al Centro Candiani. Mestre è sede di decine di associazioni di volontariato che ogni anno portano sostegno in quei territori flagellati da miseria, malattia e guerra. «Ogni volta che rientro mi chiedo dove sono - ha raccontato la pediatra -. L’esperienza in Kenya è utile qui con i miei pazienti che sempre di più vengono da ogni angolo del mondo». Per Giovanna invece, tornare in città è «essere in ferie, ormai qui sono straniera». Con una telefonata da Mestre al Kenya ieri il responsabile della missione di Ol Moran, don Giacomo Basso, ha salutato la madre al Candiani. «Visto il forte impegno dei mestrini nel sud del mondo ci è sembrato importante farne conoscere le esperienze », ha detto il vicesindaco Michele Mognato e monsignor  Fausto Bonini, «spero che molti giovani con oggi decidano di preparare le valigie e partire».

 

 

MARTEDI' 1 DICEMBRE

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag XI Monsignor Vecchi ricordato a 25 anni dalla scomparsa

Serata nella chiesa di S. Girolamo

 «Vorrei che queste mie parole fossero lette». Questa è la frase di Monsignor Valentino Vecchi scelta per meglio descrivere l'incontro che si svolgerà domani, alle ore 20.30, nella Chiesa di San Girolamo a Mestre. Un ricordo a venticinque anni dalla scomparsa attraverso alcune testimonianze e riflessioni, ma soprattutto attraverso l'ascolto di alcuni brani tratti dalle sue omelie. Infatti Maurizio Franchini ha digitalizzato e rimasterizzato un discreto numero di omelie e riflessioni di Monsignor Vecchi tratte dal preziosissimo archivio di Olindo Caramaschi costruito negli anni di collaborazione quale organista del Duomo di San Lorenzo. Sono stati ottenuti così dei file audio di ottima qualità sonora che consentono di ascoltare le sue vibranti parole come se fosse tutt'ora presente. Per ricordare la sua figura ci saranno anche parecchie foto sui suoi viaggi nel deserto e in Terra Santa che fanno parte dell'archivio fotografico di don Franco De Pieri, che è stato l'ispiratore e suggeritore di questo incontro di meditazione e ricordo dedicato a Monsignor Valentino Vecchi.

 

LA NUOVA

Pag 20 San Girolamo: una serata dedicata a Monsignor Vecchi

 Una serata di riflessione domani alle 20.45 dedicata al ricordo di Monsignor Valentino Vecchi, parroco di San Lorenzo e delegato patriarcale per la Terraferma, scomparso venticinque anni fa. I giovani di allora, cresciuti negli Settanta e Ottanta, nell’ambito della parrocchia San Lorenzo, dove don Vecchi operava prevalentemente, hanno messo in piedi un’iniziativa ricca di eventi nella chiesa San Girolamo. Sono in programma proiezioni, testimonianze di chi ha vissuto vicino a Monsignor Vecchi, oltre all’ascolto di interventi pronunciati dallo stesso don Vecchi.

 

NOVEMBRE 2009

VENERDI' 13 NOVEMBRE

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag XXXIX I consigli elettorali non richiesti e le linee guida dell’esame di cattolicità di Maria Laura Faccini

In prima pagina del foglio settimanale del duomo di Mestre - La Borromea dell’8 novembre, il cui contenuto è stato anticipato da "Il Gazzettino" - mons. Fausto Bonini titola "Su quei politici che si autoproclamano cattolici", criticando la moda di autodefinirsi tali senza andare alla Messa domenicale o dimenticandosi di come si fa il segno della croce. Le vicende di gossip che hanno coinvolto il presidente del Consiglio, le prese di posizione di certa stampa ed anche quelle, più o meno velate, di alcune gerarchie ecclesiastiche, la recente querelle sul crocifisso e la parte politica che difende questo simbolo, lasciano pochi dubbi su quali sembrino essere i destinatari finali dell’articolo apparso sul foglio distribuito in Chiesa. Ne sia indicativo il fatto che negli organi degli enti che fanno capo al Duomo di Mestre non sieda alcun esponente politico di centrodestra, segno questo che a Mestre i politici cattolici sono già stati selezionati o che, forse, mons. Bonini non conosce politici cattolici di centro-destra che frequentano la sua Chiesa. Il monsignore tuttavia non chiarisce un punto essenziale della questione sollevata: chi è deputato ad attribuire e revocare la patente di cattolicità? La questione è ancor più delicata quando tale patente deve venire attribuita a un politico che, come tale, è portatore di una particolare concezione etica, sociale, morale. Fortunatamente, l’ultimo politico italiano scomunicato è stato Vittorio Emanuele II; nel 1949 papa Pio XII ha poi scomunicato gli iscritti al Pci, alla Cgil e ad altre organizzazioni comuniste, senza tuttavia sortire particolare effetto. Alleanze queste che non hanno destato scandalo ma che, in certi casi, hanno anche ricevuto un viatico che le ha legittimate agli occhi di un elettorato, appunto, cattolico, malgrado la sinistra sia sempre stata in prima fila nel difendere il divorzio, l’aborto, l’eutanasia, le unioni omo. Principi anticattolici che, per un cattolico, costituiscono peccato mortale e, quanto all’aborto, comportano la scomunica. Le interferenze degli ecclesiastici nell’ambito politico, in un perdurante contesto di pretesa superiorità morale della sinistra, possono condurre al risultato di rafforzare, se non legittimare agli occhi degli elettori, talune posizioni contraddittorie, ed inconciliabili con gli insegnamenti della Chiesa, dei politici di area cattolica storica alleatisi con i post-comunisti. Non c’è quindi da stupirsi se oggi vediamo in prima fila, alle cerimonie religiose, anche quei politici che qualche anno fa sfilavano sotto la falce e martello. Sebbene mons. Bonini chiuda il suo articolo confidando nel buon senso della gente "a far da guida nella scelta del candidato con il voto", resta da valutare criticamente l’opportunità di dettare in un foglio distribuito in Chiesa le linee guida dell’esame di cattolicità.

 

 

MERCOLEDI' 11 NOVEMBRE

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag XXXV Il crocifisso a scuola, riscopriamo la persona che ci ha donato la vita di Alessandro Polet 

A bocce ferme conviene a tutti mettere a fuoco la vera posta in gioco nella vicenda del crocifisso a scuola dopo la sentenza - “negativa” sotto tanti aspetti - della Corte europea dei Diritti dell’Uomo. Chiediamoci: ma che idea di libertà e laicità c’è dietro questa sentenza? Si ha l’impressione che il solo obiettivo di certi ambienti sia quello di preservare e garantire un profondo senso di vuoto. Una difesa del nulla. Come se la vita pubblica - la società, la politica, l’economia, la scienza - fosse un ambito totalmente neutro, “sottovuoto”, e popolato da uomini e donne senza storia e cultura, senza passato e futuro, senza tradizione e tratti distintivi. Sembra quasi che non possa esserci libertà per tutti senza questo assoluto svuotamento. Ma la realtà attesta l’esatto contrario: identità e relazione, coscienza di sé e confronto con gli altri sono due facce della stessa medaglia. Insieme si reggono o insieme cadono: è la struttura elementare della vita! Quale dialogo e quale integrazione siamo in grado di realizzare noi europei con quanti vengono da altre culture e tradizioni e vivono già oggi in modo numeroso insieme a noi? Cancellando la nostra identità e chiedendo magari agli altri di fare poi lo stesso? O piuttosto ravvivandola ogni giorno ed anzi arricchendola nell’incontro sincero e cordiale con chi è “differente” da noi? Solo così saremo in grado di aprirci all’autentico incontro con tutti: con il credente di altra fede, con l’ateo, con chi ritiene di credere poco o nulla. Due “postille” finali. La prima: aiutiamoci tutti a non fare confusioni inutili e non addossiamo all’Unione europea colpe ulteriori e che non ha. La sentenza è della Corte europea dei Diritti dell’Uomo: siamo nell’ambito del Consiglio d’Europa (che non dipende dall’Ue) - costituito da quasi 50 membri tra cui Moldova e Azerbaijan. Anzi: quanto all’Unione europea, il Commissario europeo alla Giustizia, Jacques Barrot - lo abbiamo conosciuto giorni fa a Mestre - ha preso le distanze da questa sentenza. E Dio solo sa quanto sia importante e vitale per tutti noi l’idea e la realtà di un’Europa unita! La seconda: trattare con rispetto il crocifisso significa anche evitare, in senso opposto, eccessi di zelo che lo renderebbero arma di lotta politica se non addirittura “gadget” promozionale. Cogliamo l’occasione di questa brutta vicenda per tornare a guardare il crocifisso e a riscoprire quella Persona - Gesù Cristo - che, per amore e verità, ha donato la vita perché tutti “abbiano la vita”. A chi si dice cristiano spetta il compito, difficile ma esaltante, di testimoniare il Crocifisso Risorto non solo a parole (o per istantanea convenienza) ma con tutta la vita. In ogni ambito e in ogni momento.                    (Alessandro Polet - presidente dell’Istituto di Cultura Laurentianum di Mestre)

 

 

DOMENICA 8 NOVEMBRE 

 

CORRIERE DEL VENETO

Pag 22 Laurentianum, un novembre a tutto jazz di G.B.

Mestre - Tornano i concerti di jazz al Laurentianum. Il ciclo è iniziato ieri sera e proseguirà tutti i sabati di novembre (ingresso gratuito). Il 17 è la volta di «Drumprint», duo di batteria e percussioni che si esibisce in un mix di sonorità dal jazz più tradizionale al drum and bass al tribal sound. A condurre lo show, Davide Ragazzoni collaboratore di Angelo Branduardi e Enzo Jannacci. Il 21 sul palco c’è quindi «Nicola Fazzini quartet» con chitarra, contrabbasso e batteria. In chiusura infine, sabato 28, «Jass ambassador», band che percorre la storia del jazz dalle origini a oggi. La rassegna «MusicheMestre» è arrivata alla sua seconda edizione, organizzata dalla Fondazione del Duomo punta a diventare una manifestazione che rivitalizza la piazza della città. In parallelo, i giovani sono anche invitati a «Centro in centro», laboratori teatrali, di fotografia, disegno e ogni giovedì sera per tutto novembre a incontri sulla musica che si chiuderanno con un dibattito sulle serate dedicate al jazz. Con la primavera poi torna anche «MusicheMestreGrooving », festival di band emergenti che si svolge nell’ambito dei venerdì sera di «Mestre più». 

SABATO 7 NOVEMBRE 

 

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag IV Mons. Bonini: «Non basta autodefinirsi cattolici» di al.spe.

Monsignor Fausto Bonini tuona contro i politici che si autoproclamano cattolici, senza esserlo davvero e solo per mero interesse elettorale. Lo fa mediante “La Borromea”, il foglio settimanale del Duomo di cui è arciprete, di questa settimana. “Da destra a sinistra i partiti sono pieni di persone che si definiscono cattoliche semplicemente perché fra qualche mese si vota e il voto dei cattolici fa voglia a tutti - scrive il sacerdote che è delegato patriarcale in Terraferma presso le autorità civili - Questi politici lusingano la base proponendosi come i difensori dei valori cristiani e magari del crocefisso. Cercano di mettersi in prima fila nelle celebrazioni religiose anche se non si ricordano neppure come si fa il segno della croce”. Ma sottolinea. “La gente, però, è saggia. Sa che è cristiano non tanto chi dice di esserlo ma chi mostra di esserlo e vive di conseguenza anzitutto partecipando al momento cardine della vita di una comunità cristiana che è la presenza alla messa domenicale. Inoltre sa bene che la discriminante fra un politico buono e uno cattivo riguarda le competenze della persona e non il suo credo religioso. Non abbiamo bisogno di politici cattolici ma semmai di cattolici serie e capaci che si dedichino alla politica”. E conclude: “Alla fine sarà il buon senso della gente a prevalere e a dettare le scelte del candidato, con il voto. La gente sceglierà con libertà e consapevolezza, in barba a tutte le indicazioni dei partiti e in barba anche a tutte le autocelebrazioni”.

 

CORRIERE DEL VENETO

Pag 15 Boraso spedisce i crocifissi a Strasburgo. E don Bonini bacchetta i «politici cattolici» di Massimiliano Cortivo

 Venezia - «Le Brigate Rosse spedivano proiettili, io mando crocifissi». Un filo rosso (meglio, bianco) tra gli anni di piombo e l’ufficio della presidenza del consiglio comunale di Venezia. Ad unire i due capi Renato Boraso. Che sulla scrivania ha allineato sette buste gialle ed altrettanti crocifissi, uno per ogni membro della corte europea dei diritti dell’uomo. «Ecco qua - mostra Boraso - glieli invio oggi stesso. Nessuna lettera accompagnatoria, solo la mia firma: presidenza del consiglo comunale di Venezia». Dopo la memoria difensiva lunga un centinaio di pagine, il presidente torna a far parlare di sé. Stavolta per via della sentenza europea che vieta i crocifissi nelle scuole. «Ho deciso di compiere un’azione simbolica perché credo che la decisione di Strasburgo sia semplicemente assurda - dice Boraso -, fosse per me oltre ai crocifissi metterei anche tutti gli altri simboli religiosi nelle aule. Non credo che nessuno si sentirebbe offeso». Un atto, quello della corte dei diritti dell’uomo che, secondo il presidente del Consiglio, segna «pericolosamente » la strada. «Vedrete da qui a Natale che cosa succederà - annuncia -, ci saranno quelli che diranno di vietare i presepi nelle scuole perché simboli cattolici». Non solo a Strasburgo però voleranno i crocifissi di Boraso. Altri verranno inviati in città e qualcuno rimarrà a Ca’ Farsetti: «Ne invierò uno ad ogni scuola del Comune - dice -, poi lo porterò al sindaco Cacciari che alcuni anni fa lo rifiutò, uno è per Michele Mognato che a messa non si fa mai il segno della croce e un altro è per Sebastiano Bonzio che, difendendo pubblicamente don Bonini, potrebbe essere stato folgorato sulla via di Damasco ». In realtà, proprio sul medesimo tema (quello del crocifisso e dei politici cattolici), è intervenuto proprio don Bonini attraverso il foglio parrocchiale «La Borromea» che uscirà domani. Nell’articolo intitolato «Su quei politici che si autoproclamano cattolici» il sacerdote mestrino lancia un duro monito all’«uso» che più di qualche esponente della classe politica fa della religione cattolica a fini elettorali. Autodefinirsi cattolici è una moda, dice, «solo perché fra qualche mese si va a votare e il voto dei cattolici fa voglia a tutti». Basta quindi con gli sbandieramenti di religione, fa intendere monsignor Fausto Bonini, anche perché gli stessi sbandieratori sarebbero poi i primi a non osservare i minimi doveri «della vita di una comunità ». Vale a dire la messa. Per Bonini non c’è nessun bisogno di «politici cattolici » ma «semmai di cattolici seri e capaci che si dedicano alla politica». In questo quadro la gente - conclude il sacerdote - sceglierà con buon senso, libertà e consapevolezza, in barba a tutte le indicazioni dei vari partiti, e in barba a tutte le autocelebrazioni.

 

VENERDI' 6 NOVEMBRE

 

 IL GAZZETTINO DI VENEZIA

Pag XXXII “MusicheMestre” al Laurentianum di al.spe. Mestre -

Da domani, ogni sabato sera di novembre, all'istituto di cultura Laurentianum, ritornano alle 21 i concerti di «MusicheMestre», il festival promosso dalla Fondazione del Duomo con il contributo di 5mila euro dell'ufficio del vicesindaco Michele Mognato e sotto la direzione artistica di Mauro Stella. «La rassegna - dice Stella - è dedicata alla scoperta degli strumenti musicali che sono il cuore della musica odierna: dalla chitarra alla batteria, dal piano al sax». Questo il programma dei concerti (ingresso libero): domani si esibisce il «Domenico Santaniello Quintet»; il 14 il duo «Drumprint»; il 21 il «Nicola Fazzini Quartet»; il 28 il «Jazz Ambassador». Tra gli artisti partecipanti ci sono dei nomi di livello nazionale come Stefano Olivato, Davide Ragazzoni e Leo Di Angilla. «È importante che in città si sviluppino queste esperienze» ha sottolineato Mognato che ha salutato con favore anche il previsto ritorno, in primavera, dell'altro festival, il «MusicheMestre growing», per band giovanili.
 
LA NUOVA

 Pag 40 MusicheMestre al Laurentianum di mi.bu.

Quattro weekend al Laurentianum di Mestre all’insegna del jazz. Ritorna «MusicheMestre», terza edizione, concerti gratuiti al Laurentianum. Dal 7 al 28 novembre, animeranno quattro sabato sera Domenico Santaniello Quintet con Monica Taverner, Drumprint, Nicola Razzini Quartet e Jazz Ambassador. In risalto gli strumenti che rappresentano il cuore della musica moderna: la chitarra, la batteria, il piano e il sax. Con il Domenico Santaniello Quintet, si comincerà puntando i riflettori sul contrabbasso del leader della formazione, oltre che sulla splendida voce di Monica Tavarner. La formazione acustica (Beppe Calamosca al trombone, Michele Polga al sax, Valentino Favotto al pianoforte e Davide Michieletto alla batteria) proporrà standard e brani originali. Il 14 batteria e percussioni con il duo Drumprint, formato da Davide Ragazzoni e Leo Di Angilla, viaggio tra ritmi tradizionali e linguaggi contemporanei. Con Nicola Fazzina Quartet, il 21, si parlerà di sassofono e di chitarra. Il sassofonista leader del gruppo sarà accompagnato dal chitarrista Riccardo Chiarion, dal contrabbassista Stefano Senni e dal batterista Luca Colussi. Chiuderanno, il 28, i Jazz Ambassador: il pianoforte di Ivan Zuccarato e Beppe Calamoca ma anche su Sonia Fontana alla voce, Stefano Olivato al basso e l’armonica e Davide Ragazzoni alla batteria.
 

 MARTEDI' 3 NOVEMBRE

 

IL GAZZETTINO

 Pag XIII Nuova chiesa, per Bonini: “Mestre meritava di più” di al.spe.
Opinioni contrastanti sul prefabbricato provvisorio realizzato in cimitero in attesa del progetto definitivo.Il cimitero ha una nuova chiesa, un prefabbricato da 200 posti a sedere contro gli appena 30 della vecchia cappella di Santa Croce. Tutti dicono che è provvisoria, ma molti pensano che diventerà definitiva. Inaugurandola l’altro giorno nella festa di Ognissanti alla presenza del patriarca, cardinale Angelo Scola, il vicesindaco Michele Mognato ha fatto esplicito riferimento al progetto in autofinanziamento su cui si lavora da anni: «Invitiamo i cittadini ad esprimere la manifestazione d’interesse per l’acquisto delle urne cinerarie che servirà a pagare interamente la nuova costruzione». In realtà, anche dentro la Giunta più di un assessore ritiene che la soluzione tampone basti e avanza. Tanto più che il nuovo manufatto costerebbe circa 5 milioni di euro quando altre nuove chiese, come i santi Francesco e Chiara di Marghera e la Croce gloriosa di Porto Santa Margherita, sono costate metà. A schierarsi contro il prefabbricato è l’arciprete del Duomo monsignor Fausto Bonini attraverso il foglio parrocchiale. «Mestre meritava ben altro di una struttura simile a quelle che si costruiscono nei paesi terremotati. Non c’è più nulla di stabile del provvisorio». A preoccupare è anche il fatto che per la chiesa "provvisoria" sarebbe giù stato stipulato un contratto di 15 anni per il riscaldamento. Oltre che da Scola, soddisfazione per la soluzione già adottata è stata espressa dai tanti fedeli che ogni domenica gremiscono la vecchia ed ormai inadeguata cappella del cimitero per assistere alla messa.

 

LUNEDI' 2 NOVEMBRE 

 

LA NUOVA 

 Pag 13 Scola: «Relazioni buone con tutti» di Marta Artico Inaugurata la chiesetta.

E la nuova chiesa si finanzierà comprando urne cinerarie.«Dobbiamo tessere relazioni buone con gli altri, all’interno della società civile e religiosa, senza vedere il nemico o gli avversari davanti a noi». E’ il messaggio lanciato dal patriarca Angelo Scola dall’altare ai caduti della patria al centro del cimitero di Mestre ieri pomeriggio, nella solennità di Ognissanti. Un invito che suona ancora più attuale in un momento teso come quello che si trova ad affrontare l’amministrazione in queste settimane, alle prese con l’apertura del nuovo villaggio sinti. Il patriarca è arrivato poco prima delle 15, ha salutato le associazioni di combattenti, i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle autorità civili. Poi si è diretto verso l’altare, dove si è celebrata la messa all’aperto. Almeno un migliaio di persone si sono raccolte ad ascoltare l’omelia. Molti i sacerdoti presenti oltre al vicario ausiliario Beniamino Pizziol, c’erano l’arciprete del duomo monsignor Fausto Bonini, il parroco di Carpenedo don Danilo Barlese, don Franco De Pieri. «Dobbiamo cercare di essere attori di relazioni buone - ha ribadito il patriarca - ne abbiamo bisogno anche qui, bisogna aprirsi a chi ha opinioni diverse, non dobbiamo vedere nemici e avversari, dobbiamo accerchiare il male con il bene». Scola ha parlato del legame con i cari trapassati, dei santi che ci attendono al di là della riva. «Il continuo flusso di persone che vanno in cimitero in questi giorni, ci dice che non siamo mai soli, i defunti con il loro provocante silenzio urgono la nostra ricerca di Dio». Il patriarca ha poi ringraziato le autorità per la cappella provvisoria dedicata a «Nostra Signora della Consolazione». Una costruzione davvero accogliente e spaziosa, esteticamente molto bella, soprattutto dall’interno, realizzata a tempo di record, in due mesi, grazie a Veritas. La folla si è poi spostata nella nuova chiesa, dove è stato tagliato il nastro. Il vicesindaco Michele Mognato, ha spiegato che si tratta di una soluzione transitoria in vista della nuova chiesa del cimitero, che verrà costruita su progetto dell’architetto Caprioglio. «Per realizzare il nuovo luogo di culto abbiamo pensato ad un’esperienza nuova, una forma di autofinanziamento attraverso le urne cinerarie». Ieri è stato infatti attivato il nuovo sito www.nuovachiesadimestre.it: i residenti possono accedere al modulo di richiesta necessario per l’acquisto, in concessione rinnovabile per 50 anni, di uno o più cinerari. Il costo per ogni cinerario, che potrà contenere al massimo 4 urne, è di 4.350 euro. Commosso don Armando Trevisiol, responsabile della pastorale del Lutto. «Sono testimone di due miracoli: il primo è la decisione da parte di comune e Veritas di realizzare la cappella, il secondo è la velocità con cui è stata costruita». Don Armando ha annunciato che d’ora in poi gli sforzi della fondazione Carpinetum, saranno diretti alla costruzione del nuovo Don Vecchi di Campalto. La giornata di ieri è servita anche per collaudare il restyling della piazzetta creata fuori del cimitero. I quattro fiorai che esercitano all’esterno, hanno realizzato dei nuovi prefabbricati molto decorosi e funzionali. Gli affari non vanno per il meglio, il calo si mantiene attorno al 10%. Un dispiegamento di dieci vigili ha smistato il traffico.

 

DOMENICA 1 NOVEMBRE

 

CORRIERE DEL VENETO

Pag 10 Bonini: «Cimitero nuovo anonimo, sulle tombe non ci sono più le croci» di Maria Paola Scaramuzza.

Ma don Armando replica: c’è crisi, sono cambiati i costumi. Sulla Borromea critiche anche alla chiesa prefabbricata: sarà definitiva.Mestre - Una distesa di lapidi bianche, ordinate, pulite. E una chiesa di legno costruita in un mese e mezzo, prefabbricata, in attesa di quella «vera». Tutto nuovo ed efficiente ma...Il «ma» lo ha lanciato dalla Borromea, il foglio parrocchiale del duomo di Mestre, monsignor Fausto Bonini: «Il cimitero di Mestre è bello ma anonimo. I campi nuovi lo fanno assomigliare a un cimitero di guerra. Tutte lapidi uguali. Ma non c’è una croce. Questo non è un cimitero cristiano. Sulla mia tomba voglio una croce o chiedo di essere sepolto in un altro cimitero dove le croci sono ancora accettate  ».  A don Bonini non piace neppure la chiesa provvisoria: «E’ come quella dei paesi terremotati, Mestre si meritava ben altro». Un richiamo che arriva nel mezzo dei giorni dedicati ai defunti, con migliaia di cittadini che hano già varcato la soglia del cimitero e della chiesa, in realtà promuovendola. Che ci siano meno croci nei campi nuovi è sotto gli occhi di tutti. Un segno dei tempi, dice qualcuno, tra crisi e cambiamenti sociali e culturali. Per consegnare la chiesa in ordine e pulita si è lavorato fino a ieri, una corsa per arrivare in tempo alla benedizione del Cardinale Angelo Scola, che avverrà oggi dopo la messa delle 15 presso l'Altare della Patria. Don Fausto non ne fa una questione architettonica. «Abbiamo aspettato tanto, non si poteva aspettare ancora un po’ e rendere operativo il progetto di quella in pietra?». Il progetto è dell'architetto Giovanni Caprioglio e proprio due giorni è partita la sottoscrizione on line: chi prenota un loculo ne finanzia la costruzione. Insomma una sorta di project financing dei futuri «inquilini». Ma don Bonini è scettico: «Non c’è nulla di più stabile delle cose provvisorie ». Non è d’accordo, invece, il sacerdote che da anni presidia il cimitero mestrino, don Armando Trevisiol: «Lo stile della gente è cambiato, per le tombe non si spende più l'ira di Dio, e non mi pare che siano sparite le croci. La chiesa? Io sono molto contento ¬ afferma don Armando - la gente non sta più fuori al freddo e io farò del mio meglio per attrezzarla come si deve. L'amministrazione ha detto che è provvisoria, diamogli fiducia». Bianca, semplice e sovrastata da un soffitto di grosse travi di legno a vista, la nuova chiesa che sarà dedicata oggi alla Madonna della Consolazione, ospita già le effigi dei santi moderni, scelti come icone da don Armando. E poi, nello stile del parroco mestrino, non mancano le donazioni, con tabernacolo e acquasantiera assicurati dai marmisti, quattro candelabri in bronzo dall'impresa Busolin, e un carrello drappeggiato per le celebrazioni donato da Sartori. Già da ieri pomeriggio si è attivato anche il sito www.nuovachiesadimestre.it. «Da qui - spiega Veritas - i residenti del Comune potranno accedere al modulo di richiesta, non vincolante, necessario per l'acquisto di uno o più cinerari realizzati all'interno della nuova chiesa». Di richieste, assicura don Armando, già ne sono arrivate. E con i fondi ricavati - 4.350 euro il costo di ogni cinerario - anche la nuova chiesa arriverà.

 

IL GAZZETTINO

Pag 13 Barrot: «Va affermato il dovere di integrare gli immigrati»

Il vicepresidente Ue a Mestre.Mestre - «All'Europa serve un maggiore senso di cittadinanza comune». A sostenerlo è stato Jacques Barrot, il vicepresidente francese della commissione, il governo dell'Unione, intervenuto ieri a Mestre nel terzo incontro della "Metropoli dei diritti", il percorso di analisi e studio promosso dalla Fondazione del Duomo presieduta da Paolo Costa, che in città aveva già portato a parlare di diritti umani l'allora presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick e della Camera dei deputati Gianfranco Fini. «L'Europa - ha detto Barrot pronunciando una lectio magistralis al centro le Grazie - deve saper parlare con una sola voce all'interno dei vari consessi internazionali, mentre insieme dobbiamo rafforzare il senso di appartenenza a una sola comunità». Tra i passaggi più significativi, quello dedicato agli immigrati e ai rifugiati politici. «Bisogna affermare senza difficoltà e resistenze il dovere d'integrare gli stranieri regolari anche con il contributo attivo di questi stessi. La società civile deve favorire una buona integrazione che infatti significa ricchezza dal punto di vista economico, culturale, sociale e anche spirituale. Inoltre, bisogna affermare il dovere di asilo, senza compromessi e al di là di ogni tiepida accettazione perché la cittadinanza europea che auspichiamo è funzione della capacità di accogliere generosamente, secondo norme rigorose e condivise, chi prova il dramma terribile di dover fuggire dal proprio paese». Per Barrot, infine, non ci sono dubbi: ai fini dell'acquisizione della cittadinanza sono maturi i tempi per passare dallo «ius sanguinis» allo «ius soli» che vuole dire che si dovrebbe abolire la norma che fa riferimento alla discendenza, facendo spazio a quella molto più equa che ha riguardo, invece, al luogo di nascita. 
 
LA NUOVA

Pag 12 Jacques Barrot: «Un dovere dare asilo» di Mitia Chiarin.

Mestre. «E’ innegabile che di fronte alle proposte della Commissione, una spaccatura divide gli stati membri che per posizione geografica sono quotidianamente esposti all’afflusso di richiedenti asilo da quelli che meno la subiscono. C’è chi ritiene, a torto, che il miglioramento e l’armonizzazione del diritto di asilo in Europa costituiscano una forza di attrazione per l’immigrazione irregolare». Lo ha detto ieri a Mestre Jacques Barrot.  «Un sistema di grande qualità, chiaro, razionale e condiviso, è proprio l’arma migliore contro le organizzazioni criminali di trafficanti senza scrupoli che approfittano della confusione amministrativa e della frammentazione delle procedure. Mi auguro prevalga la solidarietà». Un appello quello del vicepresidente della Commissione Europea, ospite ieri della Fondazione del Duomo di Mestre, presieduta da Paolo Costa, per la lectio magistralis sull’idea europea di cittadinanza. Barrot ha parlato anche del tema spinoso dell’immigrazione dopo le polemiche sui respingimenti attuati in Italia. E’ un dovere, ha detto Jacques Barrot, l’integrazione degli immigrati regolari, ed è un dovere «il dare asilo». I dati: 16 milioni le persone che secondo l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, hanno lasciato i paesi d’origine fuggendo da persecuzioni e violenze. 630 mila le domande di asilo trattate nei paesi dell’Ue nel 2003. 240 mila quelle presentate nel 2008. «Attenzione a non costruire nuovi muri», ha avvertito il vicepresidente della commissione Europea, impegnato a migliorare la legislazione oggi obsoleta. Due le proposte: migliorare le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo e rivedere il regolamento di Dublino II che impone al primo paese di accoglienza dell’obbligo di trattare la domanda di asilo. «Se vogliamo evitare l’asfissia di certi stati che si affacciano sul Mediterraneo,dobbiamo imperativamente modificare il regolamento - ha detto - E propongo anche la creazione di un ufficio europeo di sostegno per l’asilo affinché gli Stati più sollecitati possano avvalersi del sostegno di esperti per far fronte alle proprie responsabilità». Un esperimento pilota è quello di Malta, per il reinserimento dei rifugiati in altri paesi europei, ma finora solo 7 paesi hanno accettato. Barrot a Mestre ha parlato di diritti a tutto tondo per una cittadinanza «senza frontiere, protetta, impegnata e solidale» con un mercato del lavoro aperto, la lotta alla ciber-criminalità, la tutela dei dati personali e una giustizia europea. Il sogno per le elezioni del 2014 è quello di un voto nei 27 Stati concentrato nella giornata del 8 maggio trasformando il voto in una grande festa di cittadinanza europea.
 
 
CORRIERE DEL VENETO

Pag 10 Barrot: «Cittadinanza senza frontiere» di M.P.S.

Il vicepresidente della Commissione Ue alle Grazie: ognuno parli tre lingue.Venezia - Carta di identità con da un lato il tricolore, dall’altro il blu della bandiera europea. E ancora libera circolazione tra gli stati dell’Unione, padronanza di almeno due lingue oltre la propria grazie al finanziamento dei progetti Leonardo e Erasmus, una giustizia europea egualitaria e che funziona. Ieri mattina, al Centro Le Grazie di Mestre, è andato in scena il futuro, quello a dodici stelle di Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione Europea. Al fianco di Tiziana Agostini e di Paolo Costa, presidente della Fondazione del Duomo promotrice della mattinata, Jacques Barrot ha tenuto la sua lezione magistrale parlando a una platea di cittadini e studenti  di cittadinanza europea. «Una cittadinanza senza frontiere, protetta, impegnata e solidale » - ha affermato. Talmente  senza frontiere da ipotizzare un futuro prossimo in cui «i cittadini stabilizzati per un numero di anni in un altro paese possano andare al voto anche alle elezioni nazionali con un’unica carta di identità ». Un cambio di prospettive per gli onesti come per i criminali, che dal prossimo 1 gennaio saranno contrastati da un’unica agenzia comunitaria Europol. E poi, cittadinanza solidale per «il dovere di integrare gli immigrati regolari e il dovere di dare asilo», ha continuato Barrot, citando i 16 milioni di persone che hanno abbandonato i loro paesi a causa delle persecuzioni o delle situazioni di violenza diffusa e ricordando le azioni intraprese. Tra queste, quella riuscita di «porre fine ai tentativi di schedatura etnica dei rom».