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Dal Duomo a Ol Moran, sostegno a "Food for Work"

"Il Vangelo passa anche attraverso queste iniziative - racconta don Giacomo - dove la gente si mette a lavorare insieme, spalla a spalla con persone di tribù o chiese diverse, piuttosto che arraffare aiuti o vivere in conflitto con chi è diverso". Ecco il senso dell'iniziativa "Food for Work" che, con l'aiuto della gente della nostra Parrocchia, don Giacomo sta sostenendo ad Ol Moran, in Kenya, dove è parroco...

Ecco come don Giacomo racconta le iniziative attuate ad Ol Moran anche attraverso i soldi raccolti in Duomo:

 

Carissimi amici di San Lorenzo, sono contento di aver l’occasione di ringraziarvi, anche attraverso il sito della nostra Parrocchia, per lo straordinario aiuto che avete raccolto durante la scorsa Quaresima.

In questi giorni sono in Italia per una breve visita, e ci sarà l’occasione di incontrarci anche di persona. In particolare, ci sono già due occasioni ufficiali in calendario. La prima, giovedì 29 aprile, alle 18.15 in Laurentianum, per un incontro in cui si parlerà della situazione del Kenya e in particolare di Ol Moran. E la seconda, la Messa delle ore 12 di domenica prossima, 2 maggio.

La raccolta quaresimale sarà di grande aiuto per il progetto del “Food for Work” (Cibo per lavoro), un’iniziativa che la parrocchia di Ol Moran porta avanti già da diversi anni. Con questo progetto si intende affrontare, ora, la crisi alimentare dovuta alla siccità e all’insicurezza che l’anno scorso hanno colpito diverse zone del Paese, tra cui anche il nostro territorio.

Il “Food for Work” è un modo concreto per aiutare chi ha fame, coinvolgendo pero’ la comunita’ locale e offrendo possibilità di lavoro. Noi evitiamo di dare aiuti gratuitamente se non in particolari casi di estrema necessità, ma mai a un’intera comunità o villaggio, per evitare di creare dipendenza e indolenza nella popolazione.

Il “Food for Work”, invece, funziona così: quando vediamo che in un villaggio o in una zona ci sono situazioni di fame, si organizzano delle squadre di lavoro. Ci sono alcuni coordinatori, formati dalla parrocchia, che conoscono già il loro compito. Questi prendono la responsabilità di una squadra di lavoro, ognuna composta da 100 persone. I 100 operai sono scelti tra la gente, il più delle volte per estrazione, o tenendo conto di chi ha piu’ bisogno. Ogni squadra fa 8 giornate di lavoro, al termine delle quali a ciascuno viene consegnata, invece che una somma di denaro, una quantita’ giusta di cibo.

I lavori che vengono fatti sono di utilità sociale: si tratta sempre di riparazione o costruzione di strade, scavo di dighe e riserve d’acqua, sistemazione di campi per l’agricoltura, e cose simili. Perciò il vantaggio, alla fine, sarà duplice: si aiuta chi ha fame, ma chi lavora fa qualcosa di utile per tutta la comunità e che dura nel tempo. Insomma, si promuove anche un po’ di sviluppo del territorio.

“Kazi ni mwanzo wa maendeleo”, significa: “Il lavoro è il principio dello sviluppo”. E’ lo slogan che usiamo in parrocchia per promuovere questo progetto. Il Vangelo passa anche attraverso queste iniziative, dove la gente si mette a lavorare insieme, spalla a spalla con persone di tribù o chiese diverse, piuttosto che arraffare aiuti o vivere in conflitto con chi è diverso.

Vi ringrazio per averlo promosso, dimostrandomi ancora la vostra fiducia e amicizia.

 

Don Giacomo Basso, Parroco di San Marco di Ol Moran – Kenya ( )

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