La Bibbia a scuola, alla pari di Iliade ed Odissea
"Il 29 marzo scorso è stato firmato un protocollo d’intesa - scrive don Fausto - fra il Ministero della Pubblica Istruzione e Biblia, una associazione laica e aconfessionale che promuove per motivi culturali la conoscenza della Bibbia. Come l’Eneide, l’Iliade e l’Odissea, anche la Bibbia entra nelle scuole". Si tratta di una buona notizia, dice ancora don Fausto, che l'approfondisce nell'editoriale della Borromea...
Ecco il testo completo dell'editoriale:
Ecco una buona notizia. E’ buona, e forse per questo fa poco notizia, poco scalpore. E’ passata un po’ in sordina e l’ho letta solo sul Corriere della Sera un paio di settimane fa. Ecco di che cosa si tratta. Il 29 marzo scorso è stato firmato un protocollo d’intesa fra il Ministero della Pubblica Istruzione e Biblia, una associazione laica e aconfessionale che promuove per motivi culturali la conoscenza della Bibbia. Come l’Eneide, l’Iliade e l’Odissea, anche la Bibbia entra nelle scuole. Il giornalista del Corriere la definisce un’innovazione di portata storica. Sono pienamente d’accordo. In un paese cattolico al 95% ci voleva un’Associazione laica per riconoscere la validità culturale della Bibbia, fra l’altro molto più presente nella nostra cultura delle opere che si richiamano al mondo greco e latino. “Si tratta – scrive il giornalista – di mostrare ai ragazzi come il testo sacro ha permeato opere letterarie, filosofia, arte, storia” della nostra Europa. Non sarà introdotta una nuova materia, né sarà toccata l’ora di religione, ma la Bibbia dovrebbe essere studiata, secondo una prima ipotesi, all’interno delle ore di italiano. Saranno i singoli Istituti, università comprese, grazie all’autonomia didattica, a decidere di fare propria l’iniziativa. A questo punto è allora importante che i genitori si informino su questa opportunità e ne chiedano l’inserimento nella scuola dove studiano i propri figli. Non si tratta di un discorso di fede, ma di cultura essenziale per conoscere dove tanti artisti, scrittori, poeti, musicisti, architetti, scultori hanno attinto la loro ispirazione. Un discorso che non coinvolge soltanto il professore di italiano, ma anche tutti quegli insegnanti che per forza di cose spiegano ai loro allievi opere del genio umano che trovano nella Bibbia la loro ispirazione. Sarà sicuramente poca cosa, ma, come spiega ancora il giornalista, “dar spazio alla Bibbia è un modo per destare curiosità negli studenti, dare spessore a insegnamenti che spesso sembrano lontani dalle domande di senso dei giovani”, e che invece non lo sono. Insomma si tratta di una piccola rivoluzione pedagogica. Piccola, ma importantissima perché lo studio della Bibbia diventa un percorso suggestivo anche per ritrovare le radici comuni delle tre grandi religioni monoteistiche e quindi trovare spazi nuovi di condivisione e di convivenza fra Ebrei, Cristiani e Musulmani che da questo libro traggono valori e punti di riferimento. Mi auguro che non ci lasceremo scappare questa grande opportunità. Il 13 maggio scorso si è riunito per la prima volta il comitato che dovrà elaborare una bozza di programma da presentare alle varie scuole e alle varie università. La proposta, che conta tra i suoi diecimila firmatari anche il biblista Gianfranco Ravasi, sta procedendo verso la sua realizzazione. Se vi interessa questo discorso e se volete approfondirlo, andate in internet all’indirizzo www.bibliaorg.eu. Don Fausto (
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